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Iaia Nie
Ok. Non è nevicato. Va bene, va bene...non sono Giuliacci.

Però ho una buona notizia per chi, come me, spera sempre in un gioioso avvenimento che pregiudichi inesorabilmente le probabilità di andare a lavorare.


Gioite tutti, orsù, perchè tra pochi giorni qualcuno ha pianificato la completa ed irreversibile estinzione, non solo della razza umana, ma degli esseri viventi e non viventi tutti.


Sto parlando di quel fascio di protoni che sagacemente il CERN, il laboratorio internazionale di fisica di Ginevra, ha pianificato di accelerare alla velocità del Big Bang primordiale (...mah...) per poi farli collidere tra loro il prossimo 10 settembre.


Un esperimento, è il caso di dire, che è la fine del mondo! Un avvenimento che permetterà di carpire i più profondi segreti della gravitazione ed avere qualche indizio sulla possibile esistenza di mondi paralleli, nonchè qualche dritta su fonti di energia alternative. Peccato che ci siano probabilità (lontane eh, davvero remote. Nessun allarmismo cari abitanti del pianeta Terra) che tutto ciò abbia l'effetto di creare dei buchi neri piccini piccini ma in grado di entrare in una traiettoria di crescita (grande grande) esponenziale ed inarrestabile, tale da renderli capaci di risucchiare la nostra amata...no, amata no...cara...no, cara neanche...insomma, capaci di risucchiare la Terra. E forse tutto l'universo, tiè.


E daje a denunciare 'sto benedetto CERN, accusandolo di violazione dei diritti umani ( e meno male che di diritto internazionale umanitario a Ginevra qualcosa ne dovrebbero sapere!), non c'è nulla da fare. Si è messo in testa di rovinarci i piani e nessuno riesce a fargli cambiare idea.


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Tra le altre cose, io il 10 settembre avevo prenotato ceretta e parrucchiere. Mi conviene fare una chiamata per anticipare.


Nella foto, un buco nero.

Iaia Nie
...allora non sono l'unica!

Talvolta in rumoroso silenzio, comunque sempre solo, tra pensieri e
puzzette, l'americano medio trascorre quindici giorni all'anno nell'intimità del
proprio cesso. Intervistando un campione 1.000 individui di sesso maschile con
un'età compresa tra i 30 e i 70 anni, la National Association for Continence ha
rivelato in una sua ricerca che sommando quell'ora al giorno che si trascorre
nel tempio di porcellana si ottiene come risultato una quantità di tempo
equivalente al periodo di vacanza che un lavoratore si concede durante tutto
l'anno. Allora chissà, si evaqua troppo o ci si svaga troppo poco?

Iaia Nie
Contro la mia volontà, sono di nuovo qua.
Si, un po' di mare mi ha fatto evaporare il cervello. Tanto meglio.

Non che siano mancati gli imprevisti. I miei datori (anzi, le mie datrici: sono tutte donne!) di lavoro hanno avuto la grandiosa idea di organizzare un meeting-aperitivo proprio in mezzo alla settimana all'ora di cena: torna a Roma, trucco e parrucco, vola all'aperitivo, mangia, bevi, sorridi, parla di lavoro, parla di stronzate e poi corri subito al mare; il ragazzo con cui esco è stato chiamato a lavorare sabato: torna a Roma il pomeriggio, ritorna al mare alle 4.00 di notte...allucinante. Ma che vi devo dire...mi sono rilassata tantissimo uguale!

Inoltre, in quello che pensavo fosse un tetro posto vicino Torvaianica, ho sorprendentemente trovato un mare cristallino (ma freddo da far rabbrividire i pinguini) e paesaggi romantici. Per la serie: non se po' mai sapè!

P.S. Da oggi lavoro in una nuova sede, per arrivarci mi faccio tutta la tangenziale. Ci ho messo quindici minuti scarsi ad arrivare (sono arrivata alle 8,15 ed inizio il turno alle 9,00...ho calcolato mele!): ESTATE, TI AMO! Andatevene tutti in ferie ad Agosto, che io rimango nella mia amata Capitale. Deserta e, finalmente, vivibile!

Iaia Nie
...sono quelle prese all'ultimo momento!



Vado qui vicino e torno presto!
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Iaia Nie
Ma è mai possibile che sono rimasta stregata da questo continente? Il tempo passa e la voglia di tornarci aumenta. Ogni volta che rivedo i miei video e le foto mi prende il mal di pancia (e non per il ricordo del mal di pancia che ho avuto per pochi giorni lì grazie ad un maledetto virus). Vorrei aver vissuto questa esperienza con più consapevolezza, senza paure che avrei potuto tranquillamente lasciare in Italia, per gente che di paure nei miei confronti non ne ha mai avute. Sarei dovuta tornare più cambiata, in modo da cambiare anche quello che mi circondava una volta tornata.
Ci sono viaggi che ti emozionano più di altri. Ci sono momenti che non si dimenticano. Ho voglia di prendere un aereo e viaggiare per nove ore, per arrivare finalmente in un posto sconosciuto. E sentire nuovi odori, gustare nuovi sapori, osservare nuovi volti. Per decidere all'ultimo minuto quale sarà il luogo che visiterò domani... ... ...e dopo averlo deciso, permettermi di cambiare idea. Per cercare ogni giorno un posto alla meglio per dormire, per spaventarmi delle camere degli ostelli appena arrivata e dopo poche ore abituarmi a questo modo di vivere, per certi versi più pulito ed ordinato del nostro. Per stupirmi della semplicità con cui si può vivere il quotidiano. E poi voglio indossare di nuovo il mio sari!
Pur tornandoci non rivivrò mai quello che ho vissuto allora. Il matrimonio del mio amico, le feste ed i balli a ritmo dei tamburi, l'accoglienza di persone sconosciute che dopo pochi giorni ti fanno sentire di appartenere alla loro famiglia, amici che non vedo mai in Italia ed ho rivisto dopo tanti mesi lì, la compagnia nel viaggio... ... ...e quello che significava questa avventura per NOI.
Sono irrequieta. Non riesco ad accontentarmi di quello che ho adesso. Non sono felice con quello che ho. Non vedo allettante il mio futuro prossimo.
Ecco, mi è presa male.


Iaia Nie
Ce l'ho fatta. Inverosimilmente ci sono riuscita.
Il 20 maggio è stato il mio compleanno ed io quasi non me ne sono resa conto.

Tanto è cambiato nelle mie giornate e quest'anno avevo bisogno di rendere questa unica ricorrenza, questo giorno che non manca mai di presentarsi alla porta ogni primavera un giorno che non avesse nulla a che fare con i precedenti, un compleanno impossibile da paragonare al passato, un compleanno che non mi facesse pensare a nessuno se non a me stessa e a chi nel mio passato non c'è stato. Perchè se la mia vita deve essere diversa da quello che è stata beh, che lo sia fino in fondo.

Si, ci sono riuscita e sono davvero soddisfatta: sono stata ad Amsterdam, città dove non ero mai stata, insieme a chi non avevo mai viaggiato, almeno non da sola e per così tanti giorni.

Ho amato questo viaggio, quella città. Ordinata, luminosa e sincera nelle sue trasgressioni alla luce del sole. Ho fatto colazione con toast pancetta, formaggio e bacon e fresh orangejuice, ho pedalato accanto al mulino a vento, bevuto birra appena prodotta artigianalmente, ho comprato sia fiori che manette, ho visitato sia il museo dell'erotismo che lo stadio che il museo delle scienze - dove sono rimasta fino a chiusura a giocare con la fisica come una bambina - che la casa di Rembrandt; sono stata rapita dai vividi colori del mercato dei fiori e sono stata letteralmente incantata tutta una giornata nel meraviglioso orto botanico dove, in una serra, centinaia di farfalle mi volavano accanto. Ho fatto foto. Tante foto. Come se avessi paura di star sognando, sentivo il bisogno di fermare nel tempo dei momenti che credevo non fossi capace di ottenere, dei momenti che, a ripensarci ora, mi riempiono il cuore.

Non ho spento candeline, non ho espresso desideri per l'anno che è iniziato, non ho riflettuto su quello che ho o su quello che vorrei, non ho pensato a chi c'era e a chi mancava. Accanto a me avevo tutto. E non desideravo niente. Grazie a chi ha saputo regalarmelo.
Iaia Nie
Roma, una metropoli di vaste dimensioni, piena di smog, inquinamento, macchine e caos, riserva anche questi panorami. In pieno centro mucche, cavalli e pecore al pascolo.

Non c'è il mare ma ehi, io so accontentarmi!


Iaia Nie
Rivoglio questo relax. E lo voglio subito.


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Iaia Nie
Mi manca la sua quotidianità.



Mi mancano le sue contraddizioni.


Mi mancano i suoi colori...


...ed i suoi profumi.


Ovviamente mi manca il suo cibo.

Mi mancano le sue atmosfere...



...le sue tradizioni...


...e le sue feste.

Mi manca tantissimo quel senso di comunalità che solo lì ho vissuto.

Insomma, l'India non è solo questo.
Iaia Nie
Non sono in casa. Sto via per un po' ma torno presto. Probabilmente non avrò connessione. Se l'avrò scriverò.
Pasqua è andata benino, è passata e neanche me ne sono resa conto.
Sto ancora alla ricerca di un qualcosa che assomigli vagamente ad un lavoro (pagato...non immaginavo ci fosse tanta gente che offre stage non remunerati). Nell'attesa me ne vado un po' via. Dove? Si, a quel paese.
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Iaia Nie
Come ho già accennato sono tornata da poco in Italia.
Tornata dalla Delhirante India.
Tornata più delirante di prima.
Solitamente chi torna dall'India afferma di sentirsi una persona diversa. Meno stressata. Più spirituale. Su di me, francamente, questo paese contraddittorio non ha sortito alcun effetto se non quello di aumentare la mia intolleranza verso qualsiasi comportamento inutile. Perchè "inutile" è quasi sempre sinonimo di "nocivo". L'unico che è riuscito a solleticare il mio piccolo lato spirituale è Sai Baba (in vantaggio di una spanna scarsa rispretto a Ganesh, l'elefante paffuto, colui che rimuove gli ostacoli). E ho detto tutto.
Come al solito ho fatto cose che mai avrei immaginato di fare e smesso di farne altre che avrei pensato di continuare a fare per tutta la vita. Soprattutto ho rivisto amici che non vedevo da tempo immemorabile!
Adoro viaggiare. Perchè aiuta a conoscere sè stessi. Perchè aiuta a conoscere nuove culture. Perchè dà la possibilità di osservare la vita da una prospettiva differente.
Adoro viaggiare. Perchè poi, finito il viaggio, si torna a casa.



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