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Iaia Nie
Com'è difficile convincersi di aver preso la strada giusta; 
è difficile soprattutto la mattina.
Dopo aver passato tutta la giornata a costruire barriere, a far finta di credere che non vuoi quello che realmente vuoi, dopo esserti addormentata finalmente credendolo davvero...il sonno soffia lievemente sulle colonne fumose che tenevano in piedi questa messa in scena tra te stessa ed il mondo fuori. E ti lascia indifesa, di fronte ai tuoi reali desideri.
Apri gli occhi e quella sensazione tremenda allo stomaco, che quasi ti impedisce di respirare, che ti fa sentire a disagio, ti ricorda quello che ti manca. 
Non sono l'unica persona su questa stramaledetta terra che vorrebbe tornare in dietro per commettere meno sbagli, per ragionare di più sulle proprie azioni...ma sono in pochi quelli che, seppur invasati da questo desiderio, continuano a spianare la strada per andare avanti, buttando macerie ed ostruendo la strada che porterebbe al ritorno. Una Don Chisciotte della Mancia. 
Sento pesante la responsabilità di essere artefice dei miei mali. Soprattutto di mattina.
Che risvegli di merda.
Iaia Nie
Compleanno di Samuele Bersani.
E non che sia una ricorrenza da festeggiare, ma lo ringrazio perchè il regalo lo ha fatto lui: un nuovo disco. Bello come i precedenti.

E allora mi ascolto una delle tante canzoni di questo cantautore, colonna sonora di tanti pomeriggi.



Iaia Nie

e vabbè...un anno in più!
Iaia Nie
"Ulia cu te lu dao lu core miu
no mende curu ca ieu senza bau
no mende curu ca ieu sanza bau
basta ca te visciu contenta tie."

Un breve estratto del testo di una canzone popolare di pizzica salentina. Ai più sembrerà una lingua sconosciuta, lo so. Ma non mi va di tradurla. Queste parole le conosco fin troppo bene. Sono le parole di chi ho allontanato, un bel po' di tempo fa, per sempre dal mio cuore. Qualcuno che quando mi guardava vedeva il sole. Qualcuno che non mi ha mai fatto sentire sola.
Non è facile dare un significato agli eventi della vita.
O forse sono io che li cancello.
Iaia Nie
Ogni tanto mi prende questa malinconia.
Sento la bocca dello stomaco chiudersi e contrarsi e no, neanche questa volta è gastrite.
Sento improvvisa e molesta la mancanza di qualcuno che di me conosce tutto. 
Sento violenta ed impertinente la mancanza di qualcuno di cui io conosco tutto.
Questa persona non esiste più. Non so più nulla della sua vita o delle sue abitudini.
Saranno cambiate? Farà ancora colazione con gli stessi biscotti? Piegherà ancora le felpe in quel modo buffo? Metterà ancora il sale nei piatti come solo a lui ho visto fare?
E poi mi accorgo di non ricordare più neanche tanto bene quali realmente fossero le sue abitudini. Quei gesti che erano diventati automatici anche nel mio modus agendi quotidiano ora sono stati cancellati. Al loro posto mi ritrovo ad avere altre ritualità che sembrano appartenermi e non appartenermi nello stesso momento, che la mia mente sembra aver accettato, inglobandole naturalmente nella mia persona quasi fossero una nuova creatura da far crescere.
Non è facile da spiegare.
I miei ricordi sono diventati sensazioni.
Qualcuno ha detto che la nostalgia è rendersi conto che le cose non erano insopportabili come sembravano allora ma non ci casco più in questa bugia. La nostalgia non è altro che il ricordo, la sensazione nel mio caso, delle cose passate.
Forse questa affezione non mi passerà mai. E, in fondo, è giusto così.


Non vorrei mai dimenticare questa sensazione: svegliarci, sole, sorrisi e nello stereo qualcosa che piaceva ad entrambi...con la prospettiva, completamente priva dell'ombra scura di un dubbio, di passare insieme la giornata intera. Facendo tutto o semplicemente facendo niente.





Iaia Nie

Non ho resistito.
Ecco la mia nuova creaturina!

(Click sull'immagine per ingrandirla)


Iaia Nie
- La vedi la luce in fondo al tunnel?

- Spostati...è un TIR.

Iaia Nie
Ho la terribile sensazione
di avanzare a passo di aragosta.
Iaia Nie

Tagli al personale.

Presente.
Iaia Nie
Da qualche mese ho un account su Facebook, un social network che ha lo 
scopo di connetterti - e riconnetterti - ad amici dell'asilo, elementari, medie, liceo, a colleghi parenti...insomma, a tutti quelli che conosci.
Devo dire che funziona alla grande. Ho risentito gente di cui a malapena ricordavo l'esistenza. Alcune volte è stato piacevole, altre meno.
Qualche settimana fa ho avuto la brillante - ennesima :) - idea di scannerizzare le foto di gruppo della mia classe del liceo.
Ho innescato una reazione a catena che non ha avuto un arresto.
Le foto in una settimana sono state commentate ben oltre le 700 volte.
Da i primi commenti tipo "leva sta foto o ti denuncio", si è passati a frasi tipo "ma vi ricordate quando...", per sfociare nel classico " dai, organizziamo una reimpatriata".
Tutto ciò è avvenuto ieri sera, davanti ad un bicchiere di vino, al Pigneto.
Ammetto di essere stata emozionata.
...è stato piacevole accorgersi che non c'era nessun imbarazzo tra noi, noi che abbiamo passato per cinque anni cinque ore al giorno insieme, condividendo brutte figure e successi (per me - e per molti di noi - le brutte figure superano nettamente i successi) anche dopo quasi dieci anni.
...è stato triste accorgersi che con le amiche un tempo più care, ormai ho ben poco in comune.
Iaia Nie
Quanto l'ho aspettato. Non so bene neanche io perchè.

Faceva freddo, mattina presto e sole pallido, sentivo il mio inseparabile ipod, camminavo verso quel corso di contabilità che ho tanto odiato e ci pensavo: "Non vedo l'ora che arrivi Settembre".

Per vedere come sarebbe andata la mia vita un anno dopo quel Settembre in cui sono cambiate per me tante cose, tante abitudini, tante sensazioni. Quel Settembre in cui ho ricominciato a voler riporre un po' di me in un animo che mio non era. E non sembrava proprio una buona idea. Mi sono sentita per molto tempo come un pacchetto di gomme. Ne metti una in bocca, la mastichi per un po', finché il gusto non è esaurito o finché di masticare ti sei stancato e poi la getti via. E ti dimentichi di quel pacchetto aperto che hai in tasca. Fino al momento in cui non hai voglia di sentire in bocca quel sapore forte di liquirizia, fino al momento in cui non hai voglia di un'altra gomma. E così, piano piano, consumi il tuo pacchetto.

Non sapevo da che direzione sarebbe soffiato il vento, da che parte girare il timone, dove dirigere la barchetta che mi trasporta attraverso la mia vita.

Avevo paura di arrivare con la stessa sensazione fino al Settembre successivo.

Così non è stato...questi mesi mi hanno portato ventate di novità inaspettate. A cui, forse, non ero preparata e alle quali non ho sempre aperto le braccia al primo istante. Questi mesi, con i loro alti e bassi (altissimi e bassissimi), li ho amati.


E finalmente mi rendo conto che sto dando il benvenuto a questo atteso Settembre con un gran sorriso.
Iaia Nie
Contro la mia volontà, sono di nuovo qua.
Si, un po' di mare mi ha fatto evaporare il cervello. Tanto meglio.

Non che siano mancati gli imprevisti. I miei datori (anzi, le mie datrici: sono tutte donne!) di lavoro hanno avuto la grandiosa idea di organizzare un meeting-aperitivo proprio in mezzo alla settimana all'ora di cena: torna a Roma, trucco e parrucco, vola all'aperitivo, mangia, bevi, sorridi, parla di lavoro, parla di stronzate e poi corri subito al mare; il ragazzo con cui esco è stato chiamato a lavorare sabato: torna a Roma il pomeriggio, ritorna al mare alle 4.00 di notte...allucinante. Ma che vi devo dire...mi sono rilassata tantissimo uguale!

Inoltre, in quello che pensavo fosse un tetro posto vicino Torvaianica, ho sorprendentemente trovato un mare cristallino (ma freddo da far rabbrividire i pinguini) e paesaggi romantici. Per la serie: non se po' mai sapè!

P.S. Da oggi lavoro in una nuova sede, per arrivarci mi faccio tutta la tangenziale. Ci ho messo quindici minuti scarsi ad arrivare (sono arrivata alle 8,15 ed inizio il turno alle 9,00...ho calcolato mele!): ESTATE, TI AMO! Andatevene tutti in ferie ad Agosto, che io rimango nella mia amata Capitale. Deserta e, finalmente, vivibile!

Iaia Nie
Ma è mai possibile che sono rimasta stregata da questo continente? Il tempo passa e la voglia di tornarci aumenta. Ogni volta che rivedo i miei video e le foto mi prende il mal di pancia (e non per il ricordo del mal di pancia che ho avuto per pochi giorni lì grazie ad un maledetto virus). Vorrei aver vissuto questa esperienza con più consapevolezza, senza paure che avrei potuto tranquillamente lasciare in Italia, per gente che di paure nei miei confronti non ne ha mai avute. Sarei dovuta tornare più cambiata, in modo da cambiare anche quello che mi circondava una volta tornata.
Ci sono viaggi che ti emozionano più di altri. Ci sono momenti che non si dimenticano. Ho voglia di prendere un aereo e viaggiare per nove ore, per arrivare finalmente in un posto sconosciuto. E sentire nuovi odori, gustare nuovi sapori, osservare nuovi volti. Per decidere all'ultimo minuto quale sarà il luogo che visiterò domani... ... ...e dopo averlo deciso, permettermi di cambiare idea. Per cercare ogni giorno un posto alla meglio per dormire, per spaventarmi delle camere degli ostelli appena arrivata e dopo poche ore abituarmi a questo modo di vivere, per certi versi più pulito ed ordinato del nostro. Per stupirmi della semplicità con cui si può vivere il quotidiano. E poi voglio indossare di nuovo il mio sari!
Pur tornandoci non rivivrò mai quello che ho vissuto allora. Il matrimonio del mio amico, le feste ed i balli a ritmo dei tamburi, l'accoglienza di persone sconosciute che dopo pochi giorni ti fanno sentire di appartenere alla loro famiglia, amici che non vedo mai in Italia ed ho rivisto dopo tanti mesi lì, la compagnia nel viaggio... ... ...e quello che significava questa avventura per NOI.
Sono irrequieta. Non riesco ad accontentarmi di quello che ho adesso. Non sono felice con quello che ho. Non vedo allettante il mio futuro prossimo.
Ecco, mi è presa male.


Iaia Nie
La mente è capace di giocarci brutti scherzi. Basta un odore o semplicemente un suono per ripotare a galla qualcosa che con la tenacia ed il semplice passare del tempo eravamo riusciti ad affondare, a nascondere negli abissi della nostra opaca coscienza.

A me è bastata la temperatura.

In queste settimane sono stata dalle otto alle venti congelata nell'aria condizionata (speriamo almeno serva a conservare la mia pelle più fresca, a 'mo di ibernazione) e non mi ero resa conto di quanto faccia caldo fuori...

...sento il calore sulla mia pelle come lo sentivo precisamente un anno fa... e basta questa corrispondenza a scatenare dentro di me una serie di coincidenze emozionali. Una successione ciclica di deja vu. Riesco a rivivere quel malessere con cui ho vissuto giugno e luglio 2007. E il passato improvvisamente mi sembra davvero il presente.

Nonostante abbia cambiato radicalmente la disposizione dei mobili della mia stanza, lo stare seduta davanti al computer oggi somiglia terribilmente allo stare seduta al computer di un anno fa.

Un anno fa.

Il tempo è relativo.







Iaia Nie

Il computer si ribella. Volevo postare un bel video ma non riesco a creare la connessione bluethoot tra il pc e il mio nokia...quindi anche il mio cellulare si ribella.

I capelli si ribellano. Non riesco a farli stare tutti nel mollettone dello stesso colore della gonna che ho scelto di indossare, provandoci ho rotto il mollettone...quindi si ribella pure il mollettone.

Il mio cervello si ribella. Volevo davvero riuscire a non chiamarlo più, a non vederlo più, invece ieri mi sono prepotentemente presentata sotto casa sua...decisamente si sta ribellando anche il mio cuore.

Iaia Nie
Ce l'ho fatta. Inverosimilmente ci sono riuscita.
Il 20 maggio è stato il mio compleanno ed io quasi non me ne sono resa conto.

Tanto è cambiato nelle mie giornate e quest'anno avevo bisogno di rendere questa unica ricorrenza, questo giorno che non manca mai di presentarsi alla porta ogni primavera un giorno che non avesse nulla a che fare con i precedenti, un compleanno impossibile da paragonare al passato, un compleanno che non mi facesse pensare a nessuno se non a me stessa e a chi nel mio passato non c'è stato. Perchè se la mia vita deve essere diversa da quello che è stata beh, che lo sia fino in fondo.

Si, ci sono riuscita e sono davvero soddisfatta: sono stata ad Amsterdam, città dove non ero mai stata, insieme a chi non avevo mai viaggiato, almeno non da sola e per così tanti giorni.

Ho amato questo viaggio, quella città. Ordinata, luminosa e sincera nelle sue trasgressioni alla luce del sole. Ho fatto colazione con toast pancetta, formaggio e bacon e fresh orangejuice, ho pedalato accanto al mulino a vento, bevuto birra appena prodotta artigianalmente, ho comprato sia fiori che manette, ho visitato sia il museo dell'erotismo che lo stadio che il museo delle scienze - dove sono rimasta fino a chiusura a giocare con la fisica come una bambina - che la casa di Rembrandt; sono stata rapita dai vividi colori del mercato dei fiori e sono stata letteralmente incantata tutta una giornata nel meraviglioso orto botanico dove, in una serra, centinaia di farfalle mi volavano accanto. Ho fatto foto. Tante foto. Come se avessi paura di star sognando, sentivo il bisogno di fermare nel tempo dei momenti che credevo non fossi capace di ottenere, dei momenti che, a ripensarci ora, mi riempiono il cuore.

Non ho spento candeline, non ho espresso desideri per l'anno che è iniziato, non ho riflettuto su quello che ho o su quello che vorrei, non ho pensato a chi c'era e a chi mancava. Accanto a me avevo tutto. E non desideravo niente. Grazie a chi ha saputo regalarmelo.
Iaia Nie
Mi manca la sua quotidianità.



Mi mancano le sue contraddizioni.


Mi mancano i suoi colori...


...ed i suoi profumi.


Ovviamente mi manca il suo cibo.

Mi mancano le sue atmosfere...



...le sue tradizioni...


...e le sue feste.

Mi manca tantissimo quel senso di comunalità che solo lì ho vissuto.

Insomma, l'India non è solo questo.
Iaia Nie
Sono curiosa. Lo sono sempre stata. E anche se so che la mia maledetta curiosità potrebbe portarmi a scoprire cose che dovrei completamente ignorare, io persevero. Anche se è ovvio che curiosando mi imbatterò in fattacci non miei che potrebbero ferirmi, io continuo.
Sono curiosa senza un limite.
E ora che ho curiosato, mi sono imbattuta ed ho scoperto, mi becco quello che mi merito: nodo allo stomaco. Perchè quello che ora so mi ha instillato il dubbio. Di nuovo. Devo temere?
Ok, io curioso. Però anche tu, che accidenti continui ad attirare l'attenzione? Questa situazione dovrebbe finire! Certo, se non curiosavo non venivo a saperlo...occhio non vede cuore non duole oppure meglio agitarsi nel dubbio che riposare nell'errore?
Sbirciate a destra, ne faccio un sondaggio, ho bisogno di pareri esterni alla mia testa di marzapane.
Iaia Nie
Ahhh...I'm back!
Devo dire che questi giorni di fancazzismo mi hanno fatto proprio bene! In più, torno nella capitale e trovo una giornata splendente, meravigliosa...respira a pieni polmoni....tossisci (maledette polveri sottili) e riconosci l'odore della primavera!!! Ok, sono tornata rincoglionita ma giuro non ho fatto uso di sostanze stupefacenti, come potrebbe sembrare. Solo Nero d'Avola.
Ho fatto ritorno all'ovile perchè mi aspettano un paio di settimane di colloqui ( e speriamo bbbene!), devo fare qualche giornata di lavoro di rappresentanza (e mmmeno male!) e perchè tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima mi arriva il lettone nuovo! (yeah).
Insomma, mi sento piuttosto rigenerata e, per unire le cose che ho imparato questa settimana al pensierordinatamenteconfuso della settimana, posso dire che:

una forte immaginazione genera l'evento

P.S. In conclusione, quel paese è una meta che sento di poter consigliare!

Iaia Nie


A primavera vengon fuori tutte le magagne.
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