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Iaia Nie
La adoro.
La amo.
La stimo.
Insomma, sono sua fan!

Iaia Nie


Vi presento...la mia nuova bicicletta!


Ancora non ha un nome...ma già ne sono innamorata!

P.S. Per la cronaca, piegata diventa così:

:)

Iaia Nie



- Cosa stai facendo?

- Roteare in senso anti-orario porta la Terra a rallentare il suo momento angolare di un po', allungando la notte e rimandando l'arrivo del mattino, in modo che io possa rimanere un po' più di tempo qui. Con TE.



Facendo le dovute e ragionevoli ipotesi sulla latitudine e sulla forma del corpo, quanto tempo può far guadagnare loro?

Nota: qualunque sia la risposta, l'alba arriva sempre troppo presto. (Inoltre, ne vale la pena se poi lei vomita?)
Iaia Nie
...alla mia nuova D300!


Iaia Nie
Fotografare significa cogliere attimi, sensazione, emozioni e trasferirle in maniera indelebile e duratura su un supporto che non è la memoria.
Fotografare significa impadronirsi di un'espressività mediata dalla tecnica per catturare emozioni fatte di luce.
Fotografare significa apprendere tecniche e metodologie per esprimenrsi attraverso linguaggi fatti di luce ed ombra.

Imparare a fotografare è semplice e difficile contemporaneamente, significa allenare la mente e l'occhio a soffermarsi su cose e situazioni che tutti viviamo quotidianamente cogliendone il significato profondo.
Imparare a fotografare significa abituarsi a guardare anziché a vedere, partecipando a fondo e rendendo partecipi tutti coloro che ci stanno attorno delle nostre visioni.

Iaia Nie


...non c'è niente di particolare

(a parte il fatto che mi manchi)
Iaia Nie
Più riguardo a Esercizi d'amore Impossibile. DEVE per forza di cose averlo scritto una donna.
Iaia Nie



Ebbene, ecco un altro "primo post".
Se qualche giorno fa ho avuto la soddisfazione di scrivere il mio primo post dal computer del mio nuovo lavoro, oggi ho la soddisfazione di scrivere il primo post dal mio nuovo computer.
Un mac. Per la precisione, iMac. Con una tastiera piatta e minuscola ed uno schermo piatto ed enorme.
Per adesso lo trovo fantastico, anche se - poverino - è ancora vuoto vuoto.
Certo che, lo dico con una punta di fastidio, il mac sta proprio avanti. Acquistato sul sito Apple, questo gioiellino mi è arrivato dopo soli 5 giorni a casa, tra i quali figuravano un sabato ed una domenica. Tirato fuori dalla sua scatola, l'ho semplicemente poggiato sulla scrivania, collegato la tastiera ed il mouse ad essa, attaccato l'alimentazione e premuto "avvio". Un video di "benvenuto" è partito, con galassie che sembrava volessero sfrecciare fuori dal video, mentre il caro aggeggio super-intelligente si era già connesso alla mia rete wireless per scaricare l'aggiornamento software. Punto. Finito. Tutto è già installato, pronto per l'utilizzo. Una mondialata!
Ora ho qualche problemino di tasti: non so bene quale premere per ottenere ciò che desidero. 
Ora che ci penso, anche con il mouse devo fare ancora amicizia.
Però hei, c'è iMovie che è uno spettacolo! Booo a quell'orrendo, cattivo ed inutile Movie Maker di Windows.
E ho detto tutto.
Ci sono cascata. 
MacMania
Iaia Nie
...ascoltate questa.



E poi questa.






Punto.

Iaia Nie
Amo Pessoa. Tanto.

Odio Kundera. Tantissimo.




E me ne vanto.
Iaia Nie
E ora per favore, leggete questo.
Trovo il giudizio di Barri Allen semplicemente geniale. Illuminante, se vogliamo.
Perchè francamente, non è bello semplicemente ciò che piace. 
E lui ne piega eloquentemente(e con passione) la ragione.
Iaia Nie
Ogni tanto mi prende questa malinconia.
Sento la bocca dello stomaco chiudersi e contrarsi e no, neanche questa volta è gastrite.
Sento improvvisa e molesta la mancanza di qualcuno che di me conosce tutto. 
Sento violenta ed impertinente la mancanza di qualcuno di cui io conosco tutto.
Questa persona non esiste più. Non so più nulla della sua vita o delle sue abitudini.
Saranno cambiate? Farà ancora colazione con gli stessi biscotti? Piegherà ancora le felpe in quel modo buffo? Metterà ancora il sale nei piatti come solo a lui ho visto fare?
E poi mi accorgo di non ricordare più neanche tanto bene quali realmente fossero le sue abitudini. Quei gesti che erano diventati automatici anche nel mio modus agendi quotidiano ora sono stati cancellati. Al loro posto mi ritrovo ad avere altre ritualità che sembrano appartenermi e non appartenermi nello stesso momento, che la mia mente sembra aver accettato, inglobandole naturalmente nella mia persona quasi fossero una nuova creatura da far crescere.
Non è facile da spiegare.
I miei ricordi sono diventati sensazioni.
Qualcuno ha detto che la nostalgia è rendersi conto che le cose non erano insopportabili come sembravano allora ma non ci casco più in questa bugia. La nostalgia non è altro che il ricordo, la sensazione nel mio caso, delle cose passate.
Forse questa affezione non mi passerà mai. E, in fondo, è giusto così.


Non vorrei mai dimenticare questa sensazione: svegliarci, sole, sorrisi e nello stereo qualcosa che piaceva ad entrambi...con la prospettiva, completamente priva dell'ombra scura di un dubbio, di passare insieme la giornata intera. Facendo tutto o semplicemente facendo niente.





Iaia Nie

Non ho resistito.
Ecco la mia nuova creaturina!

(Click sull'immagine per ingrandirla)


Iaia Nie
Questa canzone l'ho sentita per la prima volta in radio, a Dicembre.
Per mesi ho chiesto in giro se qualcuno la conoscesse, se per caso qualcuno sapesse di chi fosse. Provavo a canticchiarla a tutti. Per mesi interi. Pure in India. 
Niente.
Il primo giorno di Marzo - il primo di innumerevoli giorni di sole caldo e bello a Roma - la prima giornata davvero bella dell'anno, lo aspetto sdraiata sulla pancia, sull'erba di piazza San Giovanni, leggendo un libro. Lo vedo arrivare ed è confuso, lo sento. Provo a chiedergli cosa avesse, senza aspettarmi una risposta, come al suo solito. Stranamente questa volta, forse anche questa la prima, mi risponde in modo deciso: "Stavo ascoltando una canzone nell'ipod, camminavo verso di te, sdraiata a leggere sotto il sole, e mi sono sentito felice. Felice di avere un appuntamento con te."
Tornata a casa cerco su internet la canzone che ascoltava e...
...ci sono coincidenze che solo il destino fa accadere.




Iaia Nie
Io (mentre lui esegue un volo del calabrone alla chitarra): Ma accidenti! Non ci credo! Ma come fai a suonare così veloce?!

Lui: Beh, sono mancino!



... ... ...


mah.
Iaia Nie
Da quando l'ho aperto, questo blog è rimasto nascosto a tutte le mie conoscenze. Nessuno dei miei amici, parenti o colleghi sa che io ho una pagina personale dove scrivo stupidaggini. Ovviamente è stata una mia presa di posizione per preservare la mia spontaneità. E per evitare di usare questo spazio in modo subdolo, magari scrivendo pensieri che non riesco a comunicare a voce a qualcuno...si, ognuno c'ha i suoi crucci!
Qualche giorno fa mi è scappata qualche parola di troppo con ColuiIlQualeFrequentoAssiduamente. E così ora la mia creaturina non è più nascosta a tutti. Il lato positivo è che lui sa dell'esistenza ma non sa l'indirizzo di questo amatissimo blog, quindi posso continuare a scrivere tutte le fregnacce che mi passano per la testa, come fin'ora ho sempre fatto.
L'unico piccolo cambiamento è che ora, ogni tanto, se ne esce con delle frasi assurde e chiede che io le posti...è capitato lunedì scorso e il post precedente ne è la conferma.
Tutto questo per dire che, se leggete delle frasi senza senso (o con il senso dell'orrido) beh, queste non sono state partorite dalla mia mente acuta, bensì sono state suggerite da un essere piacevolmente subumano.
Iaia Nie
Quanto l'ho aspettato. Non so bene neanche io perchè.

Faceva freddo, mattina presto e sole pallido, sentivo il mio inseparabile ipod, camminavo verso quel corso di contabilità che ho tanto odiato e ci pensavo: "Non vedo l'ora che arrivi Settembre".

Per vedere come sarebbe andata la mia vita un anno dopo quel Settembre in cui sono cambiate per me tante cose, tante abitudini, tante sensazioni. Quel Settembre in cui ho ricominciato a voler riporre un po' di me in un animo che mio non era. E non sembrava proprio una buona idea. Mi sono sentita per molto tempo come un pacchetto di gomme. Ne metti una in bocca, la mastichi per un po', finché il gusto non è esaurito o finché di masticare ti sei stancato e poi la getti via. E ti dimentichi di quel pacchetto aperto che hai in tasca. Fino al momento in cui non hai voglia di sentire in bocca quel sapore forte di liquirizia, fino al momento in cui non hai voglia di un'altra gomma. E così, piano piano, consumi il tuo pacchetto.

Non sapevo da che direzione sarebbe soffiato il vento, da che parte girare il timone, dove dirigere la barchetta che mi trasporta attraverso la mia vita.

Avevo paura di arrivare con la stessa sensazione fino al Settembre successivo.

Così non è stato...questi mesi mi hanno portato ventate di novità inaspettate. A cui, forse, non ero preparata e alle quali non ho sempre aperto le braccia al primo istante. Questi mesi, con i loro alti e bassi (altissimi e bassissimi), li ho amati.


E finalmente mi rendo conto che sto dando il benvenuto a questo atteso Settembre con un gran sorriso.
Iaia Nie

Iaia Nie

Sto leggendo un libro. Una raccolta di lettere. Lettere che un uomo scrive ad una sconosciuta notata in un gruppo di persone, dal quale lei sembra volersi estraniare. Lui percepisce questo isolamento come una difesa ostinata e decide di iniziare questa corrispondenza, con la quale le propone, le implora un rapporto aperto ma profondo, libero da qualsiasi vincolo, prettamente epistolare. Un rapporto che, sorprendentemente, sembra sedurla. Un rapporto che nel tempo sembra avvicinalrli e che nel tempo riuscirà a creare il "loro mondo privato". Qualcosa che è difficile instaurare anche nelle coppie che si frequentano da tempo, in modo, come dire...canonico.

Solo il secondo giorno di corrispondenza, dopo una, seppur concisa, risposta di lei, il protagonista risponde con queste parole, semplici ed al tempo stesso complete, parole che spiegano cosa lui voglia da lei, cosa lui sia:

"Ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un
ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all'estremità della spina dorsale. Si
chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte né brucia nel
fuoco. Da lì, da quell'ossicino, l'uomo verrà ricreato al momento della
resurrezione dei morti. Così per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco:
cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo.
Voglio dire, quale fosse l'ultima cosa che sarebbe rimasta di loro, impossibile
da distruggere e dalla quale sarebbero stati ricreati. Ovviamente ho cercato
anche il mio, ma nessuna parte soddisfaceva tutte le condizioni. Allora ho
smesso di cercarlo. L'ho dichiarato disperso finché l'ho visto nel cortile della
scuola (dove per la prima volta l'ha vista - Nota del Blogger :) - ). Subito
quell'idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce,
che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un'altra
persona".

Tutto ciò mi incanta. Eppure, nel mio disincanto, so che quella persona non esiste. O, se esiste, non è unica ed è ben contestualizzata. So che l'uomo ( inteso come essere umano) crede di aver trovato il suo luz in qualcuno, finchè non lo vede in qualcun'altro.

Iaia Nie
Contro la mia volontà, sono di nuovo qua.
Si, un po' di mare mi ha fatto evaporare il cervello. Tanto meglio.

Non che siano mancati gli imprevisti. I miei datori (anzi, le mie datrici: sono tutte donne!) di lavoro hanno avuto la grandiosa idea di organizzare un meeting-aperitivo proprio in mezzo alla settimana all'ora di cena: torna a Roma, trucco e parrucco, vola all'aperitivo, mangia, bevi, sorridi, parla di lavoro, parla di stronzate e poi corri subito al mare; il ragazzo con cui esco è stato chiamato a lavorare sabato: torna a Roma il pomeriggio, ritorna al mare alle 4.00 di notte...allucinante. Ma che vi devo dire...mi sono rilassata tantissimo uguale!

Inoltre, in quello che pensavo fosse un tetro posto vicino Torvaianica, ho sorprendentemente trovato un mare cristallino (ma freddo da far rabbrividire i pinguini) e paesaggi romantici. Per la serie: non se po' mai sapè!

P.S. Da oggi lavoro in una nuova sede, per arrivarci mi faccio tutta la tangenziale. Ci ho messo quindici minuti scarsi ad arrivare (sono arrivata alle 8,15 ed inizio il turno alle 9,00...ho calcolato mele!): ESTATE, TI AMO! Andatevene tutti in ferie ad Agosto, che io rimango nella mia amata Capitale. Deserta e, finalmente, vivibile!