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Iaia Nie
Le mostre sono per gli artisti.
Il cinema è per gli attori.
I libri sono per gli scrittori.
La poesia per i poeti.
Il cibo è ovviamente per i cuochi.
Risulta palese che i concerti sono per chi sa suonare.
La merda è per chi fa cagare.


Non fa una grinza.
Iaia Nie


La neve a Roma come metafora della vita:
pochi istanti di meraviglia e poi rimane solo il fango.
Iaia Nie
Ritorno ad incasinarmi il cervello con Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Il mio film. La trama che più mi ha angosciato, appassionato, emozionato. La colonna sonora che più mi ha stregata, colpita, ammaliata.
Ieri, dopo mesi di tentennamenti, ho comprato un cofanetto con due dvd da feltrinelli per 9 euri. Non ero certa di voler possedere questo film. Avevo una sorta di timore, come se averlo, sentirlo ancora più mio, spezzasse l'incanto che era nato tra me e questo film.
Così non è stato.
Nei contenuti speciali del secondo disco vi sono alcuni director's cut. Oggi, inserendo il dvd, ho deciso che sarebbero stati la mia prima fruizione di quel qualcosa ancora sconosciuto su quella storia così ben conosciuta per me. 
Non trovo le parole giuste per descrivere l'effetto che hanno avuto queste scene. La mia scena preferita, oggi scopro essere stata pensata in maniera diametralmente diversa da come fino ad oggi l'avevo fruita io. Quella scena che mi ha fatto sognare per anni in realtà nascondeva quello che qualsiasi essere umano nasconde. E mi ha fatto capire o meglio, ricordare che non esiste l'esclusività negli affetti, che l'essere umano è debole, ha bisogno e cerca costantemente aiuto, spesso nelle persone a cui ha voluto più bene. Che il passato tanto passato probabilmente non sarà mai. E che un gesto d'amore, oltre ai due protagonisti, può prevedere il ruolo pseudo-nascosto di un terzo attante. Che sia in un pensiero non detto e tenuto stretto nel nostro conscio o in una telefonata fugace che il nostro inconscio ci spinge a fare per avere delle rassicurazioni.
E ora lo sento ancora più mio. Anche se ha stravolto quella che era la mia "scena perfetta". Perchè la perfezione non è veramente tale senza un'impercettibile incrinatura. Un dolce non viene bene se non ci si aggiunge un pizzico di sale.

Iaia Nie
Com'è difficile convincersi di aver preso la strada giusta; 
è difficile soprattutto la mattina.
Dopo aver passato tutta la giornata a costruire barriere, a far finta di credere che non vuoi quello che realmente vuoi, dopo esserti addormentata finalmente credendolo davvero...il sonno soffia lievemente sulle colonne fumose che tenevano in piedi questa messa in scena tra te stessa ed il mondo fuori. E ti lascia indifesa, di fronte ai tuoi reali desideri.
Apri gli occhi e quella sensazione tremenda allo stomaco, che quasi ti impedisce di respirare, che ti fa sentire a disagio, ti ricorda quello che ti manca. 
Non sono l'unica persona su questa stramaledetta terra che vorrebbe tornare in dietro per commettere meno sbagli, per ragionare di più sulle proprie azioni...ma sono in pochi quelli che, seppur invasati da questo desiderio, continuano a spianare la strada per andare avanti, buttando macerie ed ostruendo la strada che porterebbe al ritorno. Una Don Chisciotte della Mancia. 
Sento pesante la responsabilità di essere artefice dei miei mali. Soprattutto di mattina.
Che risvegli di merda.
Iaia Nie







Perché nonostante tutto, rivivrei ogni minuto di noi.
Perché se anche ci fosse concesso un solo giorno felice insieme, io lo vivrei.
Perché dall'oggi al domani sono passata dal Paradiso al Purgatorio.
Perché ti cancellerei. Con la certezza che tu lasceresti un fastidioso alone nel mio animo.
Perché "Puoi cancellare qualcuno dalla tua mente. Farlo fuori dal tuo cuore è un'altra storia".
Perché quando mi chiami, questa melodia che ho scelto per te riecheggia. 
Non è il nostro film. Non l'abbiamo mai visto insieme. Anzi. Io l'ho visto con qualcun altro. Eppure sento che è il "mio" film della "mia" storia con te.
Sembra quasi impossibile parlarne senza sminuirlo.
E comunque da sempre lo porto dentro. Mi ha colpito. Dalla colonna sonora di Jon Brion (lo stesso di "Ubriaco d'Amore", altro film rimasto nel mio cuore, altro attore - Adam Sandler- che ho adorato) agli attori che ormai amo, alla sceneggiatura. Tutto.
Una storia che parla di una "ragazza incasinata che cerca la sua pace mentale e che non è perfetta" e di una relazione che non permette la parola fine; la volontà di cancellarsi li ha portati ad accettare le differenze dell'altro. Cancellarsi li ha portati solo a ricordare come, se pur negli ultimi tempi non andasse bene, abbiano vissuto momenti fantastici insieme. 
Un viaggio senza fine che, seppur iniziato per distruggere un amore, si evolverà  in un commovente tentativo di salvarlo ad ogni costo. 
Perché l'amore vale la pena di essere vissuto anche se destinato a finire; anche se siamo sicuri di conoscerne a priori le sorti. 
E mi torna in mente una struggente frase pronunciata da Nicholas Cage ne "Il Ladro di Orchidee", altro film che ho tanto apprezzato, altro attore di cui sono rapita. Mi pare fosse più o meno così: “Non importa se l'amore sia ricambiato oppure no, é una cosa tua che nessuno ti potrà  mai levare e nessuno potrà  mai obbligarti a non amare qualcuno. L'amore è tuo, non di chi ami. Credo sia proprio così".
Ci sono stati attimi di così tanto sentimento e verità tra noi che fanno di noi, persone così diverse e agli antipodi, una coppia particolare.


E nell'immagine di Clementine che continua a sbagliare e che, con lo sguardo angosciato, pensa e non si da pace mentre lui dorme beato e non ha dubbi, io mi ci rispecchio tristemente. 


E ho scritto di getto e non so neanche quello che è venuto fuori. Quindi scusate la confusione. Probabilmente anche poco ordinata, questa volta.


Il film è Eternal Sunshine of the Spottless Mind, regia di Gondry, sceneggiatura di Kaufman (quasi una garanzia). Guardatelo. 

















Iaia Nie


Si vocifera che per vivere bene occorre a volte scender a compromessi.

Corre voce che la certezza concreta di ciò che già possiedi sia meno effimera della ricerca di quel desiderio che forse non si avvererà mai.

Ho sentito dire che si vive meglio quando si arriva alla conclusione che quello che stiamo vivendo è un dono, è prezioso.


E ci vuole tempo e pazienza e sbagli e sofferenze per arrivare a questo equilibrio.
E quando l'hai raggiunto ti senti davvero felice. Non cerchi più certezze perché sembra che siano già in te.


Fino a quando arriva qualcuno a soffiare sul tuo giardino zen.



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Iaia Nie
A volte le persone vogliono ciò che noi non capiamo allora bisogna solo rispettare la loro scelta ma anche rispettare noi stessi e quindi accettare le cose come sono andate ma anche che non torneranno mai come prima e la prossima volta ci si illuderà meno che l'amore della propria vita è quella persona che ci ha raccontato 4 fesserie a cui abbiamo creduto.
Non ne val la pena.
Iaia Nie
...e comunque oggi ci sono le nuvole.
Iaia Nie
Ma com'è buio il mio obiettivo!


Nel senso che un'apertura massima di diaframma a 5,6, mi sto rendendo conto, fa davvero pena.
Ho fatto una piccola comparazione con le mie ottiche fisse, completamente manuali - ma tutte assolutamente Nikon - e l'ottica acquistata con il kit della d300 non è efficace nemmeno la metà.
Il 35 mm f 2,8 è più nitido e luminoso.
Il 50 mm f 1,8 miodddio che differenza! magnifico.
Il 135 mm f 2,8 più nitido e luminoso anch'esso.
Inizio ad odiare questo nuovo obiettivo. L'unica che abbia meno di vent'anni tra le mie ottiche. L'unica automatica, con stabilizzatore e frizzi e lazzi.
Sono sempre più convinta che la messa a fuoco manuale sia meglio di quella automatica. E che tutti questi orpelli tecnologici, alla fin fine, non aiutino a migliorare la resa delle immagini.

E ora vorrei avere un corredo di obiettivi tutti f 1,4.


Il mio obiettivo è proprio buio.
Iaia Nie
Ovvero il mondo del bambino.

Quell'Universo dove tutto può essere risolto con un "facciamo pace?".
Un ecosistema dove tutto si fonda su "voglio solo stare bene".
L'habitat usuale del "non capisco" per affrancarsi dai problemi e dalle spiegazioni.

Spesso relazionarsi con gli abitanti di questo mondo ci fa sentire felici. Spensierati. Pronti ad affrontare il futuro in modo inaspettato. Ci permette di guardare attraverso i problemi, non nel senso di analizzarli ma di non vederli proprio.

Le controindicazioni? A lungo termine approcciarsi con gli indigeni di questo continente causa enorme frustrazione.


Iaia Nie

Una delusione origina sempre
da una sopravvalutazione delle capacità altrui.
Iaia Nie

Dopo otto anni è morta la piantina.
Qualche settimana fa mi sono accorta che aveva iniziato ad ingiallire il fusto, ma le foglie erano ancora verdi.
Oggi l'ho guardata ed era...tutta moscia. E pure un po' marcita, a dirla tutta.
Mi sono decisa a buttarla.
Dopo otto anni.
Non è rimasto davvero più un cazzo, se non il ricordo melanconico che a volte riesce a togliermi il respiro.
Anzi, è rimasta pure una puzza schifosa in cucina, uscita quando l'ho levata dal vaso. Morta. E pure puzzolente.
Era la piantina della felicità e ora è tutto sbagliato.
E la vita non è giusta e mi fa pure schifo. Ecco, l'ho detto.
Iaia Nie

Risparmiami, cortesemente.
E io risparmierò te.
Iaia Nie
Come si fa in un giorno
a costruire la vita?

Iaia Nie
Nella foto: Il Tevere dalla Metro A

Ogni mattina prendo la metro per andare a lavoro. Solitamente ho l'ipod alle orecchie ed il mio libro in mano. Mi isolo da tutti gli altri pendolari, assorta nella fruizione della mia musica e letteratura preferita del momento. L'unica eccezione la concedo in quel breve, piccolissimo istante in cui il treno passa in superficie, uscendo dalle buie gallerie claustrofobiche, facendomi godere un bellissimo scorcio della mia città. Tra la stazione Flaminio e Lepanto, il serpentone che ci porta tutti nelle destinazioni più grigie, fa capolino e attraversa un ponte sul Tevere, in questi giorni baciato da uno splendido sole. Vi sembrerà stupido, sciocco, infantile ma quell'istante, seppur fugace, mi trasmette tantissima serenità. Faccio un respiro profondo e...e poi nuovamente nel rinchiusa nel tunnel sempre più vicina a rinchiudermi in una stanza d'ufficio. Vabbè. Questa sviolinata però non c'entra un benemerito con l'argomento fulcro di questo post. Quello che mi preme esternare è ben altro. Oggi non avevo voglia di leggere il mio libro e, con ipod alle orecchie, durante il tragitto mi guardavo in giro. Il mio sguardo cade inevitabilmente sui titoli dei vari quotidiani gratuiti distribuiti nella capitale, perchè di leggere qualcosa sembra non ne possa fare proprio a meno. Ebbene, uno di questi pseudo-editoriali sparava un gran bel titolone che mi ha fatto proprio girare le palle, altro che Tevere, sole e serenità:
"Il 75% dei laureati trova lavoro. In questo periodo di crisi, un pezzo di carta serve".
Ora spiegatemelo voi, perchè io ancora non l'ho capito. Non sono la preparazione, gli anni di studio, il bagaglio culturale che apportano un valore aggiunto all'individuo, valutato dal punto di vista delle beneamate "risorse umane"? Perchè lo chiamano "pezzo di carta"? Davvero tutto quello che facciamo si riduce al "pezzo di carta? E se davvero è il "pezzo di carta" il solo che può aiutarci, allora mi viene il dubbio: probabilmente ci serve per pulirci il culo, perchè questo sistema fa cagare.

Iaia Nie

Non sei pagato per credere nella potenza dei tuoi sogni.
Iaia Nie
Guardami o non guardarmi. Dammi la mano oppure no. No. Non darmi la mano. e leva lo sguardo da me. Non sono mai stata solitaria, nè da sola nè con qualcun altro, ma mi sarebbe piaciuto in fondo essere solitaria. Solitudine significa “finalmente sono tutto”, adesso posso dirlo perchè oggi finalmente sono davvero sola.

Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?
Iaia Nie
Perché si va a passeggio alla fine di un amore:
a) Perché non si riesce a stare fermi.
b) Per fare capa e muro  con la realtà senza stare a perdere tempo.
c) Per andare a comprare una camicia, un accendigas, o qualsiasi altro oggetto che al momento non serva.
d) Perché con le lenti nuove è meglio abituarsi a vedere subito.
e) Per innamorarsi.
f) Per commiserarsi.
g) Perché, visto che soffrire devi soffrire, almeno non ti fai venire a prendere a casa.


Diego De Silva
da "Non avevo capito niente"
...
Iaia Nie


Do you miss me?
I hear you say you do
But not the way I'm missin' you
What's new?
How's the weather?
Is it stormy where you are?
Cause I'm so close but it feels like you're so far.


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Iaia Nie
Desiderare.
Volere che tutto cambi pur rimanendo uguale.
Voler essere diversa pur assomigliando a me stessa.
Volere qualcosa di diverso rispetto a quello che finora ho avuto
eppure volere sempre la stessa cosa.
Voler dimenticare ma tenere sempre ben in mente.
Voler sparire essendoci comunque sempre.
Voler riposare con la smania di fare fare fare.
Voler smettere, continuando.

Se menti a te stessa è quasi inevitabile che gli altri mentano a te.

Sono un'ingenua. O forse sono solo una che spera sempre che i suoi dubbi siano infondati.
Anche davanti all'evidenza, mi basta una parola per farmi credere quello che poi non è. 
Ma, in un baleno, ad un tratto ricordo. E il respiro mi si blocca in petto.
La sensazione di aver davanti qualcuno che riesce a mentiri giurando, guardandoti negli occhi, non alterando il tono di voce è straziante.
Anche questa volta soffro. Anche questa volta metto esperienze nel cassetto.
Anche questa volta spero che, almeno, l'esperienza insegni.

E mi aiuti a non desiderare più ciò che in realtà non voglio.

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