"Ciò che è in natura è funzionale,
e ciò che è funzionale è bello"

Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto nell'anima e nel cuore.
Sto leggendo un libro. Una raccolta di lettere. Lettere che un uomo scrive ad una sconosciuta notata in un gruppo di persone, dal quale lei sembra volersi estraniare. Lui percepisce questo isolamento come una difesa ostinata e decide di iniziare questa corrispondenza, con la quale le propone, le implora un rapporto aperto ma profondo, libero da qualsiasi vincolo, prettamente epistolare. Un rapporto che, sorprendentemente, sembra sedurla. Un rapporto che nel tempo sembra avvicinalrli e che nel tempo riuscirà a creare il "loro mondo privato". Qualcosa che è difficile instaurare anche nelle coppie che si frequentano da tempo, in modo, come dire...canonico.
Solo il secondo giorno di corrispondenza, dopo una, seppur concisa, risposta di lei, il protagonista risponde con queste parole, semplici ed al tempo stesso complete, parole che spiegano cosa lui voglia da lei, cosa lui sia:
"Ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un
ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all'estremità della spina dorsale. Si
chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte né brucia nel
fuoco. Da lì, da quell'ossicino, l'uomo verrà ricreato al momento della
resurrezione dei morti. Così per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco:
cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo.
Voglio dire, quale fosse l'ultima cosa che sarebbe rimasta di loro, impossibile
da distruggere e dalla quale sarebbero stati ricreati. Ovviamente ho cercato
anche il mio, ma nessuna parte soddisfaceva tutte le condizioni. Allora ho
smesso di cercarlo. L'ho dichiarato disperso finché l'ho visto nel cortile della
scuola (dove per la prima volta l'ha vista - Nota del Blogger :) - ). Subito
quell'idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce,
che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un'altra
persona".
Tutto ciò mi incanta. Eppure, nel mio disincanto, so che quella persona non esiste. O, se esiste, non è unica ed è ben contestualizzata. So che l'uomo ( inteso come essere umano) crede di aver trovato il suo luz in qualcuno, finchè non lo vede in qualcun'altro.
Serata piacevole.
Al ritorno passano davanti al nuovo monumento vicino San Paolo, Iaia era all'oscuro della nascita di questo nuovo obbrobrio e commenta: "Mah, non capisco perchè non si riesce più a creare qualcosa di esteticamente piacevole".
Lui risponde serio: "Sai, è colpa di persone come te. Persone che sono totalmente prive di senso artistico".
... ... ...
Ma vai a quel paese, va!
P.S. Serviva 'sto cesso di struttura per farmi capire cosa pensa di me.
Un paio di settimane fa un uomo in India aveva dato fuoco alla propria
abitazione cercando di dare la caccia a un topo e ora Rogerio Assis Cavalcante,
brasiliano, ha fatto la stessa cosa cercando di liberarsi delle zanzare.
Pensando che non avrebbero gradito il fumo, ha acceso un piccolo falò, convinto
che la sua brillante idea gli avrebbe garantito una nottata senza fastidiose
punzecchiature.
I pompieri, giunti sul posto su segnalazione dei vicini,
hanno domato l'incendio e estratto l'uomo dalla casa mentre questo stava ancora
inveendo contro le zanzare. «Se ne sono andate vero?» ha chiesto ai soccorritori
con lo sguardo allucinato. «La gente dovrebbe tenere sotto controllo le proprie
idee geniali» ha commentato un pompiere.
Talvolta in rumoroso silenzio, comunque sempre solo, tra pensieri e
puzzette, l'americano medio trascorre quindici giorni all'anno nell'intimità del
proprio cesso. Intervistando un campione 1.000 individui di sesso maschile con
un'età compresa tra i 30 e i 70 anni, la National Association for Continence ha
rivelato in una sua ricerca che sommando quell'ora al giorno che si trascorre
nel tempio di porcellana si ottiene come risultato una quantità di tempo
equivalente al periodo di vacanza che un lavoratore si concede durante tutto
l'anno. Allora chissà, si evaqua troppo o ci si svaga troppo poco?
Si, un po' di mare mi ha fatto evaporare il cervello. Tanto meglio.
Non che siano mancati gli imprevisti. I miei datori (anzi, le mie datrici: sono tutte donne!) di lavoro hanno avuto la grandiosa idea di organizzare un meeting-aperitivo proprio in mezzo alla settimana all'ora di cena: torna a Roma, trucco e parrucco, vola all'aperitivo, mangia, bevi, sorridi, parla di lavoro, parla di stronzate e poi corri subito al mare; il ragazzo con cui esco è stato chiamato a lavorare sabato: torna a Roma il pomeriggio, ritorna al mare alle 4.00 di notte...allucinante. Ma che vi devo dire...mi sono rilassata tantissimo uguale!
Inoltre, in quello che pensavo fosse un tetro posto vicino Torvaianica, ho sorprendentemente trovato un mare cristallino (ma freddo da far rabbrividire i pinguini) e paesaggi romantici. Per la serie: non se po' mai sapè!
P.S. Da oggi lavoro in una nuova sede, per arrivarci mi faccio tutta la tangenziale. Ci ho messo quindici minuti scarsi ad arrivare (sono arrivata alle 8,15 ed inizio il turno alle 9,00...ho calcolato mele!): ESTATE, TI AMO! Andatevene tutti in ferie ad Agosto, che io rimango nella mia amata Capitale. Deserta e, finalmente, vivibile!
"Fra un servizio e l'altro di 'Lucignolo', Melita Toniolo ha trovato il tempo per
rilassarsi un po' sotto il sole, dove ha sfoggiato una forma perfetta in bikini."
Senza una notizia del genere la vita non mi sorrideva più.
Melita Toniolo chiacchiera al cellulare (indossando, a bordo piscina, degli improbabili stivali)
Scrivere è sempre
nascondere qualcosa
in modo che venga
poi scoperto.Italo Calvino
Macchè...mica perchè è famosa e buona deve essere per forza difficile cucinarla.
L'ho preparata per il compleanno di Colui Con Il Quale Mi Frequento Assiduamente, essendo il suo dolce preferito (o così mi è parso di capire - non è una persona con le idee molto chiare).
Cominciamo con la colonna sonora. Io ho scelto questa, ma non perchè era lunedì - non lo era affatto - per l'artista, con cui ho un legame chimico particolare.
Gi ingredienti sono questi:
Cioccolato Fondente 220gr
Burro 100gr
Zucchero a Velo 30gr
Biscotti sbriciolati 30gr
Uova 4
Farina 80gr
Panna Liquida 1dl
Marmellata di Albicocche
Ok, fate partire la musica ed agitate il fondosciena a ritmo, davanti a tutti gli ingredienti già pesati e disposti sul piano di lavoro, in segno propiziatorio.
Fate sciogliere a bagnomaria 100gr di cioccolato fondente spezzettato (io ho aggiunto due cucchiai di acqua, mi sembrava venisse troppo secco).
In una ciotola mescolate il burro con 60gr di zucchero a velo e, quando il composto sarà bello liscio, unite i 4 tuorli (conservando le chiare, attenzione!) uno per volta. Sbattete tutto finchè risulti bello spumoso.
A questo punto unite il cioccolato fuso, che sarà già un po' intiepidito, ed i biscotti belli sbriciolati. Aggiungete la farina setacciata, facendola scendere a pioggia.
A parte, montate a neve ben ferma le chiare che avete tenuto da parte con 40gr di zucchero a velo, aggiungendoci un pizzico di sale, così montano meglio e prima. Mi raccomando, durante questo passaggio è incontrovertibilmente, tassativamente obbligatorio sculettare, pena la mal riuscita della nostra delizia. Incorporate tutto ciò al composto, amalgamando delicatamente e muovendo il mestolo dal basso verso l'alto, per non smontare gli albumi.
Orbene, imburrate una tortiera e spolverizzatela di farina, versate il composto e cuocete in forno a 170° per 30 min (non come me, che l'ho dovuta fare a 220° perchè ho il forno risalente all'ante guerra e si spegne alle basse temperature...a proposito: qualche anima pia che mi regala un forno, no? vabbè, non ci speravo).
Sfornate la torta e lasciatela raffreddare per bene. Il risultato dovrebbe assomigliare a questo qui:
Bene, ricoprite la superficie ed i bordi con uno strato di marmellata di albicocche. La vera Sacher si fa effettivamente con questo tipo di marmellata, io ho invece usato quella di arance, che piace tanto a Colui Il Quale Frequento Assiduamente e, diciamocelo, va a nozze con il cioccolato fondente. Sticazzi delle tradizioni.
Fate sciogliere, sempre a bagnomaria, il restante cioccolato fondente con la panna liquida e 20gr di zucchero a velo. Lasciate intiepidire e glassate la torta, aiutandovi con un coltello a spatola.
Quest'ultima operazione mi è stata facilitata molto dalla gratella su cui avevo poggiato la torta a raffreddare e dal fatto che non avevo bisogno di lisciare la superficie con la spatola perchè la mia marmellata di arance aveva le scorzette ed è venuta tutta bitorzoluta!
Decorate e... TADA!!!

Era la prima volta che la facevo ed è venuta davvero deliziosa.
P.S. Nella foto si può notare che ho usato dei fiorellini di zucchero come decorazione (li avevo comprati gialli ed arancioni ma sono rimasti nella busta ad Auchan, insieme ad un vaso, la panna e dei formaggi>>>vedi post "Alla Cassa".). Ora, mi è stato obiettato che senza la scritta "Sacher" sopra la superficie, la Sacher non è Sacher. Bene, se vi dovesse accadere un fatto analogo, fate come me: levate la fetta di torta da sotto il naso dell'ingrato di turno e mangiatevela voi. Accompagnando il gesto da evidenti manifestazioni di estasi ed orgasmi del palato.
In Oregon - stato pieno di freak e gente stramba - un benzinaio di mezza età ha coronato finalmente il suo sogno: è riuscito a volare dall' Oregon all'Idaho su una sedia da giardino sorretta da 150 palloncini gonfiati ad elio. Insomma, si è fatto ben 320 Km in questo barbaro modo. Ho subito pensato: "Cavolo! Allora c'è speranza per tutti! Se questo qui ha realizzato un sogno così assurdo, c'è buona probabilità che anche i miei piccoli sogni insulsi si realizzino!"
Non così bene è andata ad un altro poveraccio che ha tentato un'avventura analoga: è atterrato in pieno oceano, è morto.
Mi sono subito ricordata che la vita, in fondo, è giusta. Ma con alcuni è più giusta che con altri.


