Iaia Nie
Nella foto: Il Tevere dalla Metro A

Ogni mattina prendo la metro per andare a lavoro. Solitamente ho l'ipod alle orecchie ed il mio libro in mano. Mi isolo da tutti gli altri pendolari, assorta nella fruizione della mia musica e letteratura preferita del momento. L'unica eccezione la concedo in quel breve, piccolissimo istante in cui il treno passa in superficie, uscendo dalle buie gallerie claustrofobiche, facendomi godere un bellissimo scorcio della mia città. Tra la stazione Flaminio e Lepanto, il serpentone che ci porta tutti nelle destinazioni più grigie, fa capolino e attraversa un ponte sul Tevere, in questi giorni baciato da uno splendido sole. Vi sembrerà stupido, sciocco, infantile ma quell'istante, seppur fugace, mi trasmette tantissima serenità. Faccio un respiro profondo e...e poi nuovamente nel rinchiusa nel tunnel sempre più vicina a rinchiudermi in una stanza d'ufficio. Vabbè. Questa sviolinata però non c'entra un benemerito con l'argomento fulcro di questo post. Quello che mi preme esternare è ben altro. Oggi non avevo voglia di leggere il mio libro e, con ipod alle orecchie, durante il tragitto mi guardavo in giro. Il mio sguardo cade inevitabilmente sui titoli dei vari quotidiani gratuiti distribuiti nella capitale, perchè di leggere qualcosa sembra non ne possa fare proprio a meno. Ebbene, uno di questi pseudo-editoriali sparava un gran bel titolone che mi ha fatto proprio girare le palle, altro che Tevere, sole e serenità:
"Il 75% dei laureati trova lavoro. In questo periodo di crisi, un pezzo di carta serve".
Ora spiegatemelo voi, perchè io ancora non l'ho capito. Non sono la preparazione, gli anni di studio, il bagaglio culturale che apportano un valore aggiunto all'individuo, valutato dal punto di vista delle beneamate "risorse umane"? Perchè lo chiamano "pezzo di carta"? Davvero tutto quello che facciamo si riduce al "pezzo di carta? E se davvero è il "pezzo di carta" il solo che può aiutarci, allora mi viene il dubbio: probabilmente ci serve per pulirci il culo, perchè questo sistema fa cagare.

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2 Responses
  1. Stefano Says:

    Uhm....
    Il pezzo di carta?
    Hai mai visto o letto "Gli esami non finiscono mai"?
    Di Eduardo de Filippo.

    :)

    ***
    Comunque al di la' di come la si pensa,secondo me il pezzo di carta serve sempre,ma non esclusivamente come un lascia passare per trovare un lavoro.
    Serve perche' ti aiuta nella vita.
    Ah..ah...sembra la solita frasetta messa li' detta e ridetta dai nostri,ma e' una frasetta vera.
    :D


  2. chiaramst Says:

    caro c'è costato quel pezzo di carta...
    (quel tratto di metro io lo trovo fantastico...mi ricorda Parigi quando per pochi secondi vedevo tra gli alberi spuntare la torre eiffel...dal grigiore della vita quotidiana alla bellezza eterna!)