Iaia Nie
E mo basta. Maggio ha rotto, deve finire.
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Iaia Nie

"É arrivato il momento di scegliere
tra ciò che è giusto
e ciò che è facile"

Iaia Nie
Ce l'ho fatta. Inverosimilmente ci sono riuscita.
Il 20 maggio è stato il mio compleanno ed io quasi non me ne sono resa conto.

Tanto è cambiato nelle mie giornate e quest'anno avevo bisogno di rendere questa unica ricorrenza, questo giorno che non manca mai di presentarsi alla porta ogni primavera un giorno che non avesse nulla a che fare con i precedenti, un compleanno impossibile da paragonare al passato, un compleanno che non mi facesse pensare a nessuno se non a me stessa e a chi nel mio passato non c'è stato. Perchè se la mia vita deve essere diversa da quello che è stata beh, che lo sia fino in fondo.

Si, ci sono riuscita e sono davvero soddisfatta: sono stata ad Amsterdam, città dove non ero mai stata, insieme a chi non avevo mai viaggiato, almeno non da sola e per così tanti giorni.

Ho amato questo viaggio, quella città. Ordinata, luminosa e sincera nelle sue trasgressioni alla luce del sole. Ho fatto colazione con toast pancetta, formaggio e bacon e fresh orangejuice, ho pedalato accanto al mulino a vento, bevuto birra appena prodotta artigianalmente, ho comprato sia fiori che manette, ho visitato sia il museo dell'erotismo che lo stadio che il museo delle scienze - dove sono rimasta fino a chiusura a giocare con la fisica come una bambina - che la casa di Rembrandt; sono stata rapita dai vividi colori del mercato dei fiori e sono stata letteralmente incantata tutta una giornata nel meraviglioso orto botanico dove, in una serra, centinaia di farfalle mi volavano accanto. Ho fatto foto. Tante foto. Come se avessi paura di star sognando, sentivo il bisogno di fermare nel tempo dei momenti che credevo non fossi capace di ottenere, dei momenti che, a ripensarci ora, mi riempiono il cuore.

Non ho spento candeline, non ho espresso desideri per l'anno che è iniziato, non ho riflettuto su quello che ho o su quello che vorrei, non ho pensato a chi c'era e a chi mancava. Accanto a me avevo tutto. E non desideravo niente. Grazie a chi ha saputo regalarmelo.
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Iaia Nie
E io sono così, futile e sensibile, capace di impulsi
violenti e coinvolgimenti; buoni e cattivi; nobili e vili; ma mai di un
sentimento che perduri, mai di un'emozione che continui e penetri nella
sostanza dell'anima. Tutto in me tende ad essere poi un'altra cosa:
un'impazienza dell'anima verso sè stessa, come verso un bambino inopportuno;
un'inquietudine sempre crescente e sempre uguale. Tutto mi interessa e nulla mi
prende. Seguo tutto sognando sempre; fisso le minime contrazioni del viso di
colui con cui parlo, colgo le intonazioni millimetriche del suo modo di dire; ma
nell'udirlo, non l'ascolto, penso ad un'altra cosa, e quello che meno ho colto
della conversazione è stata la nozione di ciò che è stato detto, da parte mia o
da parte di colui con cui ho parlato. Così a volte, ripeto a qualcuno ciò che
già gli ho ripetuto, gli chiedo di nuovo ciò a cui lui ha già dato una risposta;
ma posso descrivere, in quattro parole fotografiche, il sembiante muscolare con
cui lui ha detto ciò che non ricordo, o l'inclinazione di udire con gli occhi
con cui ha recepito la narrazione che non ricordavo di avergli fatto.
Io sono due, ed entrambi distanti - fratelli siamesi non
congiunti.
Grazie Pessoa.
Iaia Nie

Lavorando come hostess per il Forum PA si ottengono numerosi vantaggi. Oltre al fatto di possedere un'infinità di gadget assurdi e a dir poco inutili, ho avuto l'opportunità di fare un giro sul mezzo, usato dalla polizia penitenziaria, più buffo che abbia mai visto!



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Iaia Nie


L'albero che cresce
contorto
non raddrizzerà mai
il suo tronco.




Ma può provarci, tentar non nuoce.
Iaia Nie
Roma, una metropoli di vaste dimensioni, piena di smog, inquinamento, macchine e caos, riserva anche questi panorami. In pieno centro mucche, cavalli e pecore al pascolo.

Non c'è il mare ma ehi, io so accontentarmi!


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Iaia Nie
Ho finito da pochi giorni di leggere "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera.
L'ho cordialmente odiato, anche se l'ho letto in meno di una settimana. Ammetto che è scorrevole.
Potrei dividere il mio giudizio in tre: le primissime pagine mi hanno stregata. Ero sicura che questo libro mi avrebbe fatto sognare, mi avrebbe sussurrato all'orecchio il giusto modo di guardare gli avvenimenti quotidiani. Anche se non ho mai amato la filosofia, ho apprezzato i riferimenti a Nietsche con il suo "eterno ritorno", a Parmenide con la sua teoria degli opposti, ad Eraclito con "panta rei", al Simposio di Platone ed il confronto azzardato con l'Edipo di Sofocle. Soprattutto l'eterno ritorno ha un senso in questo testo.
Poi BAM! Tutto l'alone etereo creato viene spazzato via da un soffio di pesantezza. Tradimenti continui, caratterizzazioni di personaggi a dir poco infimi e gretti. L'apoteosi del male di vivere.

Il finale dolce e sorprendente. Un finale che ha saputo riportare l'equilibrio in questo romanzo d'amore filosofico. Un finale dove il "buono" che c'è dentro ognuno finalmente trova uno spiraglio di luce, riesce timidamente a venir fuori. Una frase è rimasta marchiata a fuoco nella mia testa: "Siamo tutti portati a vedere nella forza il colpevole e nella debolezza la vittima innocente". La debolezza della protagonista era aggressiva e costringeva il suo compagno ad una continua capitolazione, fino a che lui non aveva smesso di essere forte e si era trasformato in un leprotto tra le sue braccia. Il momento in cui lei diventa consapevole del suo egoismo riesce a perdonare anche quello di lui. Meraviglia.

In conclusione, non è un libro che mi ha entusiasmato ma sicuramente è un libro che mi ha scatenato le emozioni più contrastanti.

Probabilmente non potevo aspettarmi qualcosa di diverso da un libro che per titolo ha un ossimoro.
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Iaia Nie
Rivoglio questo relax. E lo voglio subito.


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Iaia Nie
Mi manca la sua quotidianità.



Mi mancano le sue contraddizioni.


Mi mancano i suoi colori...


...ed i suoi profumi.


Ovviamente mi manca il suo cibo.

Mi mancano le sue atmosfere...



...le sue tradizioni...


...e le sue feste.

Mi manca tantissimo quel senso di comunalità che solo lì ho vissuto.

Insomma, l'India non è solo questo.
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Iaia Nie
Direi che è arrivato il momento di un'altra delle mie ricette. Questa quì è spesciale. Spesccciale perchè non è la solita lasagna con il ragù e spesccciale perchè la besciamella è leggerissima, in quanto preparata senza latte.
Come ogni buona preparazione che si rispetti, non mi stancherò mai di ripeterlo, c'è bisogno di un sottofondo musicale adeguato. Io l'ultima volta che ho cucinato questo piatto ho usato questo:



e devo dire che mi è venuta proprio bene...fate vobis!

INGREDIENTI:

Sfoglia per lasagne (non surgelata, quella del banco frigo)
Cavolo (o broccolo che dir si voglia) romano...quello verde, per capirci
Formaggio che preferite
100 gr. di farina
100 gr. di burro
noce moscata
Grana grattuggiato
Sale

Pochi ingredienti, tanta bontà. Vabbè, dopo gli slogan di rito, dopo aver acceso la musica e dopo aver iniziato lo sculettamento propiziatorio ( senza il quale è mooolto difficile che un piatto riesca) mettete a bollire in acqua salata il cavolo. Lasciatelo bollicchiare per un quarto d'ora-venti minuti e, quando con la forchetta riuscite ad infilzarlo ed a romperlo facilmente, scolatelo. Ma...ATTENZIONE! tenete da parte un litro di acqua di cottura: sarà il sostituto del latte per la nostra besciamella.

Mentre il cavolo cuoce, approfittatene per tagliare a cubetti piccolipiccoli il formaggio; io uso la soresina - o galbanino, che dir si voglia - e l'edam perchè filano che è un piacere, ovviamente si può usare il formaggio che piace di più. Eviterei la mozzarella perchè è troppo acquosa e con il cavolo farebbe un bel guazzetto...tutt'al più la mozzarella appassita.

Indi poscia, in un tegame fate sciogliere il burro a fuoco basso, aggiungete la farina e mescolate per qualche minuto la crema ottenuta; quando la cremina sarà bella tosticchiata, sculettando aggiungete il litro di acqua di cottura del cavolo, alzate la fiamma, aggiungete un pizzico di noce moscata e continuate a mescolare (sculettando, mi raccomando!) per una ventina di minuti o fino a che la besciamella non abbia raggiunto la consistenza che più vi piace (io mi fermo quando vedo che girando il mestolo lascio un solco che scompare subito...heheh...sò gusti).

Bene, siamo quasi alla fine. Imburrate una teglia da forno, preparate una cuccumela-ciotola-recipiente con acqua calda ed un cucchiaino di olio accanto a voi e spalmate un bel cucchiaione di besciamella sul fondo della teglia. Prendete il primo foglio di sfoglia, immergetelo nell'acqua calda e adagiatelo nella teglia. Fate uno strato di broccolo, uno di cubetti di formaggio, uno di besciamella e giù, una bella sparpagliata di grana! Ricominciate dalla sfoglia e così via. Terminate con il grana e, se volete fare 31, mettete tre cimette di broccolo (che avrete scelto con cura e tenuto da parte perchè intere e belline) al centro della lasagna, per guarnire.

Schiaffate in forno a 180 ° per circa venti minuti o, come al solito, fino a che non si sia formata una bella crosticina sbruciacchiatina, lasciate raffreddare una decina di minuti (nei quali sarete inpegnati a far finta di cantare con la frusta della besciamella al posto del microfono) e...il risultato dovrebbe essere più o meno questo:


P.S. Preparata per la persona a cui è rivolto il vostro affetto viene una delizia! ;)

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