Iaia Nie
Domani proprio non mi va di andare a lavorare
... ... ...
Speriamo nevichi.




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Iaia Nie
Finché dura fa verdura
Iaia Nie
Ebbene si, l'ho sgraffignata. Quella che un tempo era prerogativa del ragionier Fantozzi, ora mi appartiene. E, a quanto pare, si è maledettamente affezionata a me.
Mi sono inconsciamente appropriata della nuvoletta fantozziana, quella che lo segue ovunque vada e porta con se le jatture più disparate. Si vede che avevo bisogno di compagnia...e non sono il tipo da cagnolino. La nuvoletta perlomeno non emette gas nocivi per l'ambiente e quindi è eco-sostenibile.
Ieri mi è successo un po' di tutto.
Ho una settimana di ferie e dovevo partire. Molto probabilmente non parto. Questo non per un motivo preciso...ma per svariati ed innumerabili motivi precisi.
Mi si sono fulminate ben tre lampadine a casa. Tutte in momenti differenti. Ognuna in attimi topici, nei quali potevo morire inciampando e cadendo di testa su di uno spigolo.
La lavatrice ha vomitato acqua e sapone...probabilmente era il suo modo per dirmi che dovevo dare una pulitina al bagno. Ora è igienizzato, un ambiente sterile che il San Giovanni Addolorata se lo sogna.
Il freezer ha deciso di ribellarsi anche lui. Ho finito il cibo fresco, non faccio la spesa da due settimane, così ho pensato di dare un'occhiata al congelatore, non si sa mai ci fosse una lasagna già pronta fatta mesi e mesi fa. Apro e... AAARRRGGHHHH!!! Ho scoperto che il congelatore stava congelando fin troppo bene e stalattiti e stalagmiti tenevano banchetto all'interno di esso, minacciose, impedendomi non solo di prendere qualsiasi tipo di cibo ma addirittura di riconoscere di che pietanza si trattasse. Preoccupata per il quarto di abbacchio che mia madre ha sapientemete portato dal paese, prendo il Phon ed inizio l'opera di scongelamento che ha inevitabilmente causato un ipergocciolamento che con la pazienza di un santone, piano piano, gradualmente, mi ha inondato la cucina (ringrazio e mi inchino davanti alla saggezza di Colui il quale mi ha suggerito il phon, riducendo il suddetto tempo di scongelamento in modo esponenziale. Ti sarò per sempre riconoscente). L'abbacchio è salvo. La cucina, come il cesso, è linda e splendente. I miei nervi sono tesi allo spasmo (Manolo e la Sector mi fanno un baffo!).
Basta. Mi rilasso e apro il laptop. Vado sul mio spazio ordinatamente confuso e... OMMMIODDDIO! Che cazzo è successo? Il template che avevo creato con tanta fatica e creatività non c'è più! Le bellissime tre colonne, per la cui riuscita avevo sudato sangue e tirato giù svariati santi, sparite! La mia icona personale scomparsa. Al loro posto un tristissimo layout di Blogger. La frustrazione a questo punto è arrivata al suo apice. Non c'è bisogno di spiegarvi che ovviamente non avevo salvato le mie fatiche...o meglio, l'avevo pure fatto, ma poi da brava sapientona ho cancellato il salvataggio. Ho rimuginato a lungo sul da farsi, se provare a ricostruite il mio vecchio template e ho infine optato per un restyling drastico. Si, è carino. Sicuramente più ordinato...ma io preferivo l'altro: accidenti, era composto da i miei due colori preferiti!!! Quei due colori che se ti chiedono quali sono, non sai rispondere perchè non si capisce come si chiamano!
Vabbè, mi sono sfogata.
Grazie in anticipo a tutti quelli a cui farò pena e che mi diranno (per favore ditemelo, ho bisogno di conforto!) quanto è carino questo fottuto, cattivo, subdolo e abietto restyling.
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P.S. Non sono esclusi ulteriori e disparati cambiamenti grafici. Mi sento a dir poco instabile.
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Iaia Nie

"Ciò che è in natura è funzionale,

e ciò che è funzionale è bello"

Iaia Nie

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Iaia Nie
Ferragosto...passato in dormiveglia, con un piccolo tentativo di andare su una bicicletta non mia, troppo alta per me. Tentativo fallito.
Per dimostrare al mondo che non sono completamente impedita (ed a me stessa che sono ancora agile) ho eseguito, sulla pista ciclabile vicino casa mia, una bella ruota ed una rondata...le so ancora fare!!! Le Olimpiadi non sono ancora un sogno sfumato per me (quelle di Pippo, intendo).
Ora, fine serata, pioviccica. Una pioggia che trovo piacevole. Progetto di andare al cinema: Iaia volere vedere "Funny Games" (troppa violenza gratuita per ColuiConIlQualeMiVedoAssiduamente) oppure "The Love Guru" per farci due risate (ma no, lo fanno al Madison e sempre ColuiConIlQualeMiVedoAssiduamente dice che fa orrore); lui volere vedere Batman (per la seconda, e sicuramente non ultima, volta). Sento che finiremo per andare a vedere "Nella rete del serial killer", ho questo nefasto presagio.
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Iaia Nie


Questi ultimi giorni stanno trascorrendo come in un sogno.

Non intendo dire che sono belli, no. Non sono neanche brutti, in verità.

Voglio dire che mi sembra di fare le cose in automatico, senza coinvolgimento.

Mi sveglio, mi preparo, vado a lavorare, lavoro, sento mal di pancia, mangio, guardo un film, esco, ho mal di testa, litigo, faccio pace, ricevo parole bellissime, mi addormento. E la giornata ricomincia.

Cu Cu! Iaia, dove sei?

Non mi piace questa sensazione, ho paura di non sentire, di non saper riconoscere le emozioni.

E quindi di agire in modo sbagliato.
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Iaia Nie

Ho licenziato Dio


gettato via un amore


per costruirmi il vuoto nell'anima e nel cuore.




Iaia Nie

Sto leggendo un libro. Una raccolta di lettere. Lettere che un uomo scrive ad una sconosciuta notata in un gruppo di persone, dal quale lei sembra volersi estraniare. Lui percepisce questo isolamento come una difesa ostinata e decide di iniziare questa corrispondenza, con la quale le propone, le implora un rapporto aperto ma profondo, libero da qualsiasi vincolo, prettamente epistolare. Un rapporto che, sorprendentemente, sembra sedurla. Un rapporto che nel tempo sembra avvicinalrli e che nel tempo riuscirà a creare il "loro mondo privato". Qualcosa che è difficile instaurare anche nelle coppie che si frequentano da tempo, in modo, come dire...canonico.

Solo il secondo giorno di corrispondenza, dopo una, seppur concisa, risposta di lei, il protagonista risponde con queste parole, semplici ed al tempo stesso complete, parole che spiegano cosa lui voglia da lei, cosa lui sia:

"Ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un
ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all'estremità della spina dorsale. Si
chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte né brucia nel
fuoco. Da lì, da quell'ossicino, l'uomo verrà ricreato al momento della
resurrezione dei morti. Così per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco:
cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo.
Voglio dire, quale fosse l'ultima cosa che sarebbe rimasta di loro, impossibile
da distruggere e dalla quale sarebbero stati ricreati. Ovviamente ho cercato
anche il mio, ma nessuna parte soddisfaceva tutte le condizioni. Allora ho
smesso di cercarlo. L'ho dichiarato disperso finché l'ho visto nel cortile della
scuola (dove per la prima volta l'ha vista - Nota del Blogger :) - ). Subito
quell'idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce,
che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un'altra
persona".

Tutto ciò mi incanta. Eppure, nel mio disincanto, so che quella persona non esiste. O, se esiste, non è unica ed è ben contestualizzata. So che l'uomo ( inteso come essere umano) crede di aver trovato il suo luz in qualcuno, finchè non lo vede in qualcun'altro.

Iaia Nie
Ieri Iaia va al cinema con ColuiConIlQualeSiVedeAssiduamente.
Serata piacevole.
Al ritorno passano davanti al nuovo monumento vicino San Paolo, Iaia era all'oscuro della nascita di questo nuovo obbrobrio e commenta: "Mah, non capisco perchè non si riesce più a creare qualcosa di esteticamente piacevole".
Lui risponde serio: "Sai, è colpa di persone come te. Persone che sono totalmente prive di senso artistico".
... ... ...

Ma vai a quel paese, va!


P.S. Serviva 'sto cesso di struttura per farmi capire cosa pensa di me.

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Iaia Nie

Un paio di settimane fa un uomo in India aveva dato fuoco alla propria
abitazione cercando di dare la caccia a un topo e ora Rogerio Assis Cavalcante,
brasiliano, ha fatto la stessa cosa cercando di liberarsi delle zanzare.
Pensando che non avrebbero gradito il fumo, ha acceso un piccolo falò, convinto
che la sua brillante idea gli avrebbe garantito una nottata senza fastidiose
punzecchiature.
I pompieri, giunti sul posto su segnalazione dei vicini,
hanno domato l'incendio e estratto l'uomo dalla casa mentre questo stava ancora
inveendo contro le zanzare. «Se ne sono andate vero?» ha chiesto ai soccorritori
con lo sguardo allucinato. «La gente dovrebbe tenere sotto controllo le proprie
idee geniali» ha commentato un pompiere.

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Iaia Nie
Tanto diventa poco, se si desidera qualcosa in più.
Iaia Nie
...allora non sono l'unica!

Talvolta in rumoroso silenzio, comunque sempre solo, tra pensieri e
puzzette, l'americano medio trascorre quindici giorni all'anno nell'intimità del
proprio cesso. Intervistando un campione 1.000 individui di sesso maschile con
un'età compresa tra i 30 e i 70 anni, la National Association for Continence ha
rivelato in una sua ricerca che sommando quell'ora al giorno che si trascorre
nel tempio di porcellana si ottiene come risultato una quantità di tempo
equivalente al periodo di vacanza che un lavoratore si concede durante tutto
l'anno. Allora chissà, si evaqua troppo o ci si svaga troppo poco?

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