Iaia Nie

Sto leggendo un libro. Una raccolta di lettere. Lettere che un uomo scrive ad una sconosciuta notata in un gruppo di persone, dal quale lei sembra volersi estraniare. Lui percepisce questo isolamento come una difesa ostinata e decide di iniziare questa corrispondenza, con la quale le propone, le implora un rapporto aperto ma profondo, libero da qualsiasi vincolo, prettamente epistolare. Un rapporto che, sorprendentemente, sembra sedurla. Un rapporto che nel tempo sembra avvicinalrli e che nel tempo riuscirà a creare il "loro mondo privato". Qualcosa che è difficile instaurare anche nelle coppie che si frequentano da tempo, in modo, come dire...canonico.

Solo il secondo giorno di corrispondenza, dopo una, seppur concisa, risposta di lei, il protagonista risponde con queste parole, semplici ed al tempo stesso complete, parole che spiegano cosa lui voglia da lei, cosa lui sia:

"Ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un
ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all'estremità della spina dorsale. Si
chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte né brucia nel
fuoco. Da lì, da quell'ossicino, l'uomo verrà ricreato al momento della
resurrezione dei morti. Così per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco:
cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo.
Voglio dire, quale fosse l'ultima cosa che sarebbe rimasta di loro, impossibile
da distruggere e dalla quale sarebbero stati ricreati. Ovviamente ho cercato
anche il mio, ma nessuna parte soddisfaceva tutte le condizioni. Allora ho
smesso di cercarlo. L'ho dichiarato disperso finché l'ho visto nel cortile della
scuola (dove per la prima volta l'ha vista - Nota del Blogger :) - ). Subito
quell'idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce,
che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un'altra
persona".

Tutto ciò mi incanta. Eppure, nel mio disincanto, so che quella persona non esiste. O, se esiste, non è unica ed è ben contestualizzata. So che l'uomo ( inteso come essere umano) crede di aver trovato il suo luz in qualcuno, finchè non lo vede in qualcun'altro.

10 Responses
  1. articolo21 Says:

    Iaia ha una filosofia contorta e allo stesso tempo ragionevole. Non sarebbe un Ossimoro altrimenti... ahaha


  2. Bleek Says:

    Penso si possano trovare più luz in più persone, ma saranno sempre l'uno differente dall'altro e nella loro diversità potrebbero avere la stessa importanza.
    A volte, pur avendo pari importanza e consistenza, non possono neanche essere confrontati tanto sono differenti e distanti tra loro...


  3. Ciao vienimi a trovare


  4. Bleek Says:

    Il tuo?
    dove pensi di averlo?


  5. Iaia Nie Says:

    ecco, io credo che si possa trovare in quel " qualcosa" che riesco a lasciare di me in chi conosco...

    ...se dovessi cercarlo dentro di me probabilmente sarebbe questo mio assurdo modo di totalizzare le emozioni: vivo intensamente i miei sentimenti e questi cambiano repentinanemente da un opposto all'altro. a me fa star male mentre ho notato che chi lo vive dall'esterno lo apprezza e ne rimane affascinato, come se fossi un interessante rompicapo. probabilmente è questa la parte di me che non brucerà, non morirà e, ahimè, risorgerà.

    ma sono solo parole, sono arrivata alla conclusione che non si possa cercare il proprio luz, sono le persone che ci stanno più accanto che sanno riconoscerlo. credo ;)

    p.s. che bella domanda bleek, non me l'aspettavo. mi ha fatto piacere rispondere :)


  6. Bleek Says:

    Perché non te l'aspettavi?
    Se passo di qui ci sarà anche un motivo.
    Mi è parso normale quindi chiedermi dove fosse il tuo luz, non potendo azzardare una risposta e non avendo trovato una mail, l'unica soluzione era chiederlo qui a te.

    Piacere ricambiato, non mi aspettavo che rispondessi, sicuramente in modo così articolato. :)


  7. Iaia Nie Says:

    a questo punto non riesco, davvero non ce la faccio a trattenermi dal girare a te la tua stessa domanda, caro Bleek...


  8. Bleek Says:

    Non penso di sapere dove sia il mio luz, forse non lo voglio sapere.
    Concordo sul fatto che esista negli occhi delle persone che ci guardano, tuttavia penso che ogni persona lo veda in noi in un posto o in un lato diverso.

    Forse ogni parte di noi è un luz per qualcun'altro.

    Per come ti conosco io, poco purtroppo, posso dire che il tuo luz è nel sorriso Iaia...


  9. Iaia Nie Says:

    :) grazie Bleek, di quello non sono mai avara :)


  10. Bleek Says:

    Beh...
    questa è una cosa che immaginavo...
    lo si avverte anche nei commenti che lasci...